"Cose dell'altro mondo che accadono veramente", sembra il titolo di un film ma in realtà si tratta di avvenimenti che accadono una volta che si mette piede fuori dall'Italia
Parliamo di Democrazia, di Comunità Europea e di altre belle cose che si leggono sui giornali oppure si sentono dalle bocche dei parlamentari di turno che cambiano di anno in anno, c'è un certo perbenismo che dilaga. La verità che una volta usciti dall'Italia può succedere di tutto come ci raccontano tramite email giunte al nostro Giornale alcuni lettori di cui manteniamo ovviamente l'anonimato:
"Sono una ragazza rumena, sposata con un italiano questo anno nel mese di luglio del 2007, decido di tornare al mio paese per trascorrere un piccolo riposo e andare a trovare i miei dopo aver lavorato per un anno, così mi imbarco su un pulmino diretto al mio paese carica di bagagli e mi metto in viaggio insieme ad altri miei connazionali, sono circa una decina che vengono presi un pò qua e un pò di là, partendo da Roma fino a Venezia. Durante il Viaggio tutto ok, arrivati alla Frontiera tra Austria e Ungheria, qui inizia il dramma, in pratica ci fermiamo con il pulmino per i controlli di routine e qui si accorgono che il mio documento di riconoscimento una carta d'identità e' scaduta.....dopo un difficile dialogo con i poliziotti di frontiera perchè abbiamo lingue diverse e non ci capiamo....mi portano in ufficio qui capisco che ci sono dei problemi compilano un foglio mentre parlano tra di loro, e mi bloccano in frontiere per qualche ora, mentre il pulmino riparte lasciandomi li, senza bere e ne mangiare, e un dramma vero e proprio. Il punto culmine della vicenda inizia quando mi fanno capire che io devo ripartire con i miei bagagli ripercorrere qualche centinaia di chilometri per tornare in Austria e precisamente nella città di Vienna, al Consolato, qui una donna come me con i bagagli dopo aver trovato dei mezzi di fortuna senza sapere una parola della lingua austriaca, arriva finalmente al Consolato solo dopo alcune ore di tragitto con un pò di fortuna, qui trovo davanti ai miei occhi una immagine orrida, una ottantina di persone sulle scale in fila alla peggio per vari motivi, trovo anche un'altra ragazza rumena con marito italiano, che è li per gli stessi motivi, un documento scaduto e lei non ha potuto rientrare in Patria, quindi un vero e proprio sequestro di persona perpetrato ai danni di decine di persone, che subiscono queste cose. Che pur essendo cittadini di uno Stato vengono trattenuti da un'altro Stato e viene impedito loro di arrivarci, si parla di abbattimento delle frontiere, di democrazia, di libero transito ma così non è......si trova qualsiasi scusa per sottrarre loro del denaro e del tempo prezioso. Continuiamo la descrizione della vicenda, dopo circa dodici ore di fila in Consolato finalmente arriva il mio turno, presento il foglio rilasciato dalla dogana, mi fanno un'altro foglio e devo sborsare circa 55 euro per poter ritirare questo foglio, capisco che questo foglio sarebbe un lasciapassare per la frontiera e l'unico modo per poter ritornare nel mio paese in Romania, e quindi pago questa somma, nel frattempo con un pò di fortuna carica di bagagli e borse pesanti trovo, quella coppia di lei rumena e lui italiano che hanno un automobile, carichiamo tutto sull'auto e partiamo per la Romania, per fortuna questa volta alla dogana, dopo i controlli di routine e dopo aver presentato questo foglio ci lasciano passare. Ringrazio Dio che ho trovato persone disponibili durante "il viaggio della vergogna". Ho risolto il problema in Romania, dove ho rifatto il documento che era scaduto. Quello che domando alle Istituzioni e ai Politici, alle persone di Peso Politico "tutto questo si poteva forse evitare??- poteva forse essere istituito uno sportello distaccato direttamente in Dogana!! Tutto Questo mi sembra assurdo, mi metto nei panni di persone invalide e anziani, ma anche di tante altre che come me vivono il dramma del viaggio di frontiera......;
Un'altro avvenimento mi è accaduto l'anno scorso quando c'era ancora la Frontiera tra Ungheria e Romania, nel viaggio di ritorno, viaggiavo insieme a mio marito italiano, ho comprato due stecche di sigarette presso il negozio di tabacchi posto nelle vicinanze della dogana, alla frontiera che ho cercato di attraversare alle 24,30 circa mi hanno bloccato dopo avermi quasi smontato la macchina a mio marito e aperto tutti i nostri bagagli, hanno trovato le due stecche di sigarette comprate pocanzi nel negozio di tabacchi della dogana, vedevo il poliziotto che mi intimava scuotendo le sigarette, facendomi capire di segnalare di chi fossero, allora dissi, una che era la mia, e l'altra di mio marito, mostrando la pistola in bella vista mi hanno ordinato in loro lingua"'Ungherese" di parcheggiare l'auto al di fuori dell'area di controllo e di seguirli con un cenno della mano nell'ufficio situato nella palazzina di fronte, allora mio marito un Giornalista Italiano ha mostrato il tesserino, questo è valso a poco oppure a nulla, ha innescato ancora più ira nei nostri confronti, allora mio marito ha chiesto di avere un interprete, che non e' stato concesso e gli hanno fatto capire che se voleva un'interprete avrebbe dovuto aspettare la mattina seguente e nel frattempo, avrebbero sequestrato la macchina se non avremmo conciliato la multa e pagato immediatamente, non si sa bene di quale inflazione si trattava dato che si poteva portare con se e la legge lo consentiva una stecca per persona (dieci pacchetti) , ma capivo secondo i gesti e un lungo dialogo che queste due stecche di sigarette si sarebbero dovute dichiarare prima della perquisizione. Prima era ben noto che in queste frontiere esisteva un tipo di pizzo cioe' da quello che raccontano tanti rumeni qui se volevi passare tranquillo con le sigarette dovevi sborsare qualche decina di euro ed infilarle nel passaporto nel momento del controllo. Da quando si era saputo che la Romania entrava in Comunità Europea questi poliziotti di Frontiera hanno intensificato i controlli........ Questo ci è costato circa 180 euro di ammenda con il rispettivo cambio non in euro ma in florins moneta ungherese di un paese che si trova nella Comunità Europea da diversi anni e di cui non si aspetterebbe di pagare in Florins, oltre che alla rabbia di chi non può esprimere il suo disappunto su quanto ti sta accadendo di fronte, uno spreco di tempo di circa 4-5 ore trascorse in balia di questi personaggi, di energie, senza contare la rabbia, questo fatto merita sicuramente l'attenzione pubblica dato la gravità dei fatti esposti.