Lunedì 18 aprile ore 20,30 - Aula Pacis-Laura Curino: Camillo Olivetti-Un
viaggio d'attrice nella storia di un'impresa pionieristica
C'è stato un tempo in cui nel capitalismo italiano vi erano alcuni imprenditori
idealisti che sognavano un capitalismo umano. Tra questi possiamo senza dubbio
annoverare gli Olivetti. La loro storia è affascinante come un romanzo, quello
di due personaggi formidabili: Camillo e Adriano, circondati dalle figure
indimenticabili delle loro donne che, in questa storia, hanno giocato un ruolo
importante. E non è un caso che a farci il resoconto teatrale di questa famiglia
sia l'autrice e attrice Laura Curino, tra i fondatori del Laboratorio Teatro
Settimo di Torino, che è una delle figure più interessanti del teatro di
narrazione italiano. Olivetti è stato concepito dal regista Gabriele Vacis
proprio mentre per Ivrea, sede della fabbrica, cominciavano i tempi duri. Ivrea
è oggi un paradiso perduto. Chiuso il teatro, finiti i tempi gloriosi in cui si
poteva incontrare Lana Turner al caffè, e Doris e Costance Dowling, che fece
perdere il cuore e la vita a Cesare Pavese. I problemi dell'occupazione hanno
incupito il volto della città che è stata la culla di un sogno urbanistico,
industriale, culturale, civile, unico in tutta Europa.
Il desiderio, l'aspirazione di far coesistere produzione, cultura e qualità
della vita.
La Curino intrecciando episodi divertenti e fatti di cronaca, speranze e realtà,
macchine da scrivere e computer ci conduce per mano in questo mondo.
Olivetti con le sue macchine da scrivere era entrato in tutte le nostre case,
aveva miracolosamente portato la chiarezza di scrittura in ogni ufficio ed in
ogni appartamento italiano. Olivetti era conosciuto da tutti. Era una fabbrica
famosa in Italia e nel mondo, una fabbrica particolare, capace di fornire
ricchezza per il paese e per i proprietari che poi, improvvisamente, ha chiuso i
battenti. Perché? Che cosa è successo? Qual'è la storia di questa famiglia? La
Curino ce la racconterà in maniera assolutamente originale ed unica.
Ci si commuove e ci si diverte ad ascoltare questa grande affabulatrice che
mette alla base del suo lavoro la passione, in primo luogo quella per capire le
cose guardando oltre la facciata. Lo spettacolo è in scena da molte stagioni ed
ha riscosso ovunque grandi consensi.