Impegni per il nuovo quadriennio 2005-2009
 



L'occasione della scadenza del mandato rettorale e le prospettive per il nuovo quadriennio sono il momento privilegiato per una riflessione comune sulle tematiche da affrontare e sulle progettualità da sviluppare nei prossimi quattro anni.

L'Università che si affaccia al nuovo quadriennio è una università profondamente innovata, sia negli ordinamenti didattici e nei connessi servizi agli studenti, sia nelle sue strutture dipartimentali ed edilizie. Su questi due aspetti centrali possono essere individuate delle linee-guida di attività per il prossimo quadriennio:

A) Piano di completamento e sviluppo edilizio

Lo sviluppo edilizio dell'Ateneo richiede una serie di interventi che vanno perseguiti con tenacia e costanza, sia a Cassino che nei poli decentrati, per ottenere strutture in grado di garantire didattica, servizi e ricerca adeguati agli attuali compiti dell'Università e che possono essere così sintetizzati:

- completamento dell'imponente plano-volumetrico alla Folcara, con particolare riguardo alle recenti disposizioni Ministeriali e Regionali in merito ai finanziamenti connessi alle residenze studentesche ed allo svincolo (che testimoniano l'attenzione nei confronti dell'Università da parte di entrambi questi Enti);

- riorganizzazione e ottimizzazione delle strutture collocate nella città di Cassino, prevedendo sia una integrazione che mirate dismissioni;

- completamento e ampliamento delle sedi già attive nei poli decentrati, anche a seguito del positivo andamento immatricolativo, in modo da offrire spazi e strutture per una didattica di qualità che radichino profondamente le strutture universitarie nei poli e consentano il raggiungimento anche in essi dei risultati di eccellenza già ottenuti a Cassino;

- razionalizzazione delle risorse economiche destinate agli obiettivi sopra indicati, concentrando su di essi le nostre attuali disponibilità (che attualmente coprono buona parte delle esigenze richieste dal completamento della Facoltà di Lettere). Risorse che devono comunque essere integrate con ulteriori contributi finanziari (sia ministeriali, che regionali e locali) da reperire utilizzando anche i nuovi strumenti ora disponibili, quali quelli del Project Financing.


B) Completamento della riforma dei cicli e della connessa offerta didattica

Il processo di riforma dei percorsi di studio universitario nel nostro Ateneo può ormai considerarsi compiuto e consolidato su modelli che richiedono però correzioni e aggiustamenti derivanti, sia da una valutazione approfondita dei risultati conseguiti, che dalle modifiche intervenute a seguito dei recenti provvedimenti ministeriali in materia. Il nostro Ateneo ha scelto a suo tempo la strada, seguita sostanzialmente da tutte le nostre cinque Facoltà, di costruire percorsi di laurea e laurea magistrale profondamente radicati nella esperienza didattica precedente, senza tentare innovazioni azzardate non adeguate alle nostre risorse e vocazioni culturali, pur cogliendo i principi innovativi della riforma sia dal punto di vista dei contenuti che delle metodologie didattiche. Il successo di questa impostazione, che è comprovato dal positivo andamento delle immatricolazioni dal sereno raggiungimento degli standard definiti a livello nazionale, deve essere perseguito anche nei prossimi anni, cercando soprattutto di muoversi sul duplice piano di una qualificazione dei percorsi formativi in termini, di eccellenza e dimensione internazionale e di un raccordo tra l'offerta formativa e le potenzialità occupazionali, non solo del nostro bacino, ma anche del mercato globale.

Vanno quindi adottate incisive politiche che consentano di qualificare i nostri corsi di studio nella direzione di una formazione adeguata alle esigenze culturali della società moderna, qualificandone in maniera sempre più strutturata la dimensione internazionale, in modo da consentire all'Ateneo di offrire giovani laureati in grado di sostenere i compiti più avanzati richiesti dalla società moderna, dal mercato del lavoro e dalle istanze di progresso culturale e sociale di assumendo così un ruolo centrale anche nel processo di innovazione e sviluppo territoriale. Particolare attenzione dovrà essere quindi rivolta al terzo ciclo, costruendo realtà formative e culturali innovative che offrano possibilità di formazione avanzata per la ricerca e per le professioni, utilizzando gli strumenti attualmente in fase di elaborazione, come le Scuole di dottorato, e creando o consolidando i percorsi di specializzazione professionale avanzati. In questo segmento formativo sarà essenziale il riferimento alle politiche di internazionalizzazione che dovranno divenire uno strumento strategico di miglioramento dei nostri percorsi formativi avanzati e di allargamento della prospettiva formativa da una base riduttivamente localistica ad un orizzonte più ampio che guarda al di là delle realtà più vicine a noi e si inserisce con dinamismo nei processi più vasti che caratterizzano la società della conoscenza.

Va quindi ridato forte slancio alle attività di didattica e di ricerca che prevedono rapporti con qualificati partner universitari, culturali e scientifici nazionali e internazionali, perseguendo in questo ambito una pragmatica politica di reperimento di risorse esterne (regionali, nazionali e internazionali) che consentano efficaci azioni progettuali dell'Ateneo.


C) Politica di ricerca

Il rafforzamento dell'immagine dell'Ateneo non può non passare per un ulteriore consolidamento delle attività di ricerca e trasferimento tecnologico che ci hanno così positivamente caratterizzato in questi anni. Dovrà essere confermata la forte incentivazione che abbiamo saputo dare alla ricerca dell'Ateneo i cui frutti sono a tutti evidenti e che avranno già una positiva ricaduta nel nuovo modello di finanziamento Ministeriale che prevede una quota dell'FFO legata ai risultati conseguiti nei PRIN. Va incentivata qualsiasi forma di internazionalizzazione, cosi come tutte quelle forme di interazione territoriale (Parchi Scientifici, Consorzi di Ricerca e similari) che ci hanno visto primeggiare in questi ultimi anni


D) Azione di governo e amministrazione

Lo Statuto innovato prevede delegati del Rettore non solo dotati di specifici poteri, ma investiti della responsabilità del risultato (alla stessa stregua delle regole per la dirigenza); l'attuazione di queste nuove disposizioni statutarie consentirà agli organi di governo centrale (Senato Accademico e Consiglio di Amministrazione) di individuare direttive, strategie e specificità progettuali che, affidate alla cura di responsabilità da essi individuate, potranno rendere da una lato più efficace l'azione di governo collegiale dell'Ateneo, dall'altro fornire ai membri degli organi di governo parametri e strumenti corretti per poter intraprendere nuovi progetti e valutarne a posteriori i risultati. Tale nuova impostazione dovrà essere affiancata da una nuova e più razionale definizione delle deleghe che consentirà una migliore e più adeguata definizione delle responsabilità e degli obiettivi da perseguire nella già ricordata nuova impostazione definita dallo Statuto.


Un ulteriore sviluppo innovativo deve essere previsto per l'organizzazione amministrativa che è stata razionalizzata nel corso del passato quadriennio, ma che ora, risolte alcune annose questioni di assetto e gestione dei servizi, deve divenire l'indispensabile supporto per una progettualità aperta, in linea con i compiti e le funzioni dell'Ateneo. Si dovrà pertanto individuare una dirigenza giovane e dinamica, in grado:

- di affiancare gli organi di governo e i delegati accademici,

- di gestire i sempre più complessi e indispensabili rapporti con il sistema universitario nazionale e con il Ministero,

- di fornire un efficace supporto alle attività didattiche e scientifiche delle strutture periferiche.

Strettamente connesso a tutto questo è la politica di formazione ed aggiornamento del personale T.A. che dovrà essere perseguita con ancora maggiore efficacia, prevedendo nel contempo forme di incentivazione alla presenza ed alla assunzione di responsabilità che, gratificando l'impegno, esaltino le professionalità dei singoli.


E) Valutazione e certificazione

In un clima generale di risorse sempre più limitate e "condizionate" ai risultati conseguiti, attenta deve poi essere l'azione rettorale di diffusione delle nuove regole di valutazione e certificazione della didattica e della ricerca, utilizzando questa volta al meglio lo strumento del Nucleo di Valutazione di Ateneo (già rivisto ed ampliato dal nuovo Statuto) che, da semplice, e purtroppo non sempre pienamente utilizzato, mezzo di valutazione esterna, diventi invece strumento fondamentale per le strategie e le scelte di governo dell'Ateneo. Gli interventi del Nucleo, infatti, saranno la fonte principale che consentirà al Rettore e agli organi di governo dell'Ateneo di dotarsi di efficaci strumenti di monitoraggio, valutando le decisioni assunte e impostando le nuove, ottimizzando i risultati conseguiti e consentendo una migliore presentazione dell'Ateneo alle ormai ineludibili valutazioni esterne.


F) Servizi agli studenti

Vanno infine assolutamente ripensate le attività nei settori dell'orientamento, sia in ingresso che in uscita, e dell'assistenza agli studenti in ogni momento della loro vita accademica, con particolare attenzione anche ai diversamente abili; ciò potrà accadere attuando un nuovo modello organizzativo delle attività di sostegno e servizio agli studenti che prevedano, da un lato il mantenimento da parte dell'Ateneo di ogni attività politica e decisionale, affidando invece specifici compiti di servizio anche ad altri soggetti attuatori - tra cui, virtuosamente, gli studenti stessi, eventualmente in forma cooperativa - soggetti alle autonome direttive dell'Ateneo, ma ad esso estranei nella amministrazione e gestione del servizio loro affidato.

Per quel che riguarda inoltre i centri per l'Informatica e per le Attività Linguistiche, la loro attività più specificamente formativa e di servizio agli studenti andrà ristrutturata alla luce del diverso ruolo svolto dalle abilità linguistiche ed informatiche nella didattica innovata, anche alla luce delle sperimentazioni già effettuate nell'Ateneo con la realizzazione delle azioni CampusOne.


La nuova filosofia organizzativa che emerge da queste linee progettuali potrà essere realizzata solo con il pieno coinvolgimento delle varie realtà ed anime dell'Ateneo: questo sarà il compito più arduo del Rettore, del Rettore Vicario e dei delegati del Rettore che dovranno operare in un'ottica profondamente istituzionale, in modo da garantire a tutte le componenti della nostra comunità accademica un armonico sviluppo, ottenuto grazie ad una gestione sempre più collegiale del governo di un Ateneo che vuole radicarsi profondamente nella società civile per esserne il motore dello sviluppo culturale e dell'innovazione.
 



Il Magnifico Rettore Prof. Paolo Vigo