REGIONE, UNIVERSITA’ E SVILUPPO DELL’ECONOMIA LOCALE

 


 

 

Presentazione dell’attività regionale

 

Obiettivo prioritario dell’attuale governo della Regione Lazio è quello di fungere da tret d’union tra l’attività formativa dell’Università e le esigenze del tessuto economico e produttivo del territorio.

Non, però, un mero ruolo da “cerniera” tra le due realtà. Infatti, la Regione Lazio punta alla creazione di una sinergia fattiva e costruttiva tra atenei e territorio attraverso una “politica partecipata”. Con questo spirito la giunta regionale guidata dal presidente Piero Marrazzo ha istituito una commissione consiliare speciale – di cui sono membro - proprio per l’”Integrazione e lo sviluppo del sistema universitario laziale sul territorio regionale”. Questo proprio partendo dal presupposto che il sapere e la conoscenza rappresentano una priorità per il rilancio della competitività, dello sviluppo economico, della coesione sociale nella nostra regione. I lavori di questa commissione speciali pongono, dunque, il tema della formazione generale e di quella universitaria in particolare al centro del dibattito politico del Consiglio regionale. In tal senso la scelta della giunta Marrazzo di istituire una commissione speciale, che non trova precedenti in altre legislature, trova la sua ragione nella volontà di promuovere un’idea condivisa di università sul territorio, entro cui coniugare eccellenza e diffusione di massa della formazione universitaria. E’ indubbio che formazione e ricerca rappresentano il pass-partout per la ricollocazione di risorse produttive e di investimenti in settori significativi non solo per valenza tecnologica ma, ancor più aperti all’internazionalizzazione dei mercati. Si tratta di recuperare, con urgenza e al tempo stesso con lungimiranza, l’obsolescenza di un sistema formativo che ci colloca agli ultimi posti in Europa per quanto riguarda le percentuali di laureati e di ricercatori. La Regione Lazio intende svolgere un ruolo fondamentale in ordine alla creazione di un progetto di sistema delle Università laziali che risponda alle vocazioni territoriali senza trascurare le esigenze di un mercato dilatato oltre i confini nazionali ed europei.

 

 

 

Problematiche territoriali

 

Ed è proprio il nuovo “far west” imposto dalle regole del nuovo mercato globale che sta attanagliando il Cassinate, com’è ben noto, mettendo a dura prova l’economia locale basata finora in primo luogo sul settore industriale legato alla Fiat e alla componentistica dell’auto.

Per far fronte con successo alle sfide poste dalla crescente interdipendenza del mercato e ai rapidi cambiamenti tecnologici occorre orientare maggiormente le politiche pubbliche di sviluppo sui temi della società, della conoscenza e della innovazione. E’ necessario promuovere un’offerta formativa di ricerca e di investimento di grande qualità attraverso la valorizzazione dell’enorme patrimonio di beni comuni che abbiamo a disposizione e attraverso il sostengo alle forme di sviluppo eco-compatibile e solidale basato sulle reti di economia locale e sulle risorse del territorio.

L’amministrazione regionale guidata da Marrazzo ha dato un primo forte segnale di attenzione con l’istituzione dell’assessorato per l’Università. La giunta ha, infatti, voluto enfatizzare questo obiettivo al fine di rimodellare un sistema di sviluppo locale in equilibrio tra società ed ambiente attraverso una progetto ad hoc che si prefigge appunto la promozione dello sviluppo sostenibile regionale e l’agevolazione dell’accesso alla conoscenza e alla cultura quale elemento di crescita delle opportunità e di lotta alle disuguaglianze (territori emarginati).

Per quanto attiene alla promozione dello sviluppo dell’economia regionale va rafforzata la dimensione strategica della politica regionale attraverso la realizzazione di progetti “strutturanti”, ovvero progetti “sistemici” che affrontino le ricadute sui diversi settori ed ambiti territoriali interessati. Una politica industriale per lo sviluppo economico compatibile che affronti i nodi della ricerca dell’innovazione e del trasferimento tecnologico, della competitività dei sistemi locali anche attraverso politiche di valorizzazione delle risorse dei beni culturali e della produzione artistica.

Si può fare “industria” anche valorizzando le risorse peculiari del territorio.

E’ necessario, quindi, dare visibilità alle forme “altre” rispetto a quelle dell’economia tradizionale che si va diffondendo nel territorio.

 

 

Attività dell’Università di Cassino

 

L’Università di Cassino, al di là di ogni retorica, ha fatto suo questo spirito di interazione con un territorio - che va oltre i confini del Cassinate e che si estende in tutto il Lazio meridionale - che ha contraddistinto la sua attività culturale e formativa.

Ha, infatti, applicato una politica di decentramento e di diversificazione dell’offerta didattica permettendo al contempo che si configurasse un modello a rete e che soprattutto si rispondesse alle esigenze delle istituzioni e delle imprese locali, formando figure professionali necessarie allo sviluppo e all’innovazione tecnologica.

L’Università di Cassino si è distinta, inoltre, negli ultimi anni anche per la sua capacità di ricerca e di innovazione in cui ha saputo coinvolgere il tessuto sociale ed imprenditoriale locale. E di ciò ne è un esempio il Palmer (Parco scientifico e tecnologico del Lazio meridionale – Società consortile a prevalente partecipazione regionale tramite Filas, con soci le amministrazioni provinciali e le Cciaa di Frosinone e Latina, nonché le imprese e l’Università di Cassino) è uno dei parchi scientifici finanziati dal Miur. Esso svolge, anche con finanziamenti regionali, progetti di ricerca e di innovazione per le imprese del territorio, garantendo un collegamento virtuoso fra aziende e mondo della ricerca e dell’università.

Una sinergia questa che si è già tradotta con iniziative quali il Master di I livello in “Gestione e produzione del comparto automobilistico” (in collaborazione con Fiat Auto e la stessa Regione Lazio), primo nel suo genere, come concreta e propositiva risposta alla crisi industriale della Fiat che ha duramente colpito il Cassinate. Un ateneo che sa guardare con lungimiranza quindi al futuro ma anche al passato e alla valorizzazione delle risorse peculiari del territorio che all’ombra delle celebre abbazia vanta anche un Master in “Conservazione e gestione dei beni culturali”.

 

 

 

Conclusioni

 

Conciliare e coordinare tutte queste energie, dunque, affinché non si disperdano invano in un territorio che vive una fase delicata per quanto riguarda l’economia locale è l’ambizioso compito che la Regione Lazio si prefigge. Si avverte, infatti, sempre più prepotentemente la necessità di una concertazione territoriale pragmatica ed efficace tra ente regionale e mondo accademico per tracciare le strategie di sviluppo dell’economia locale.