Piglio
In paese, la presenza di un importante artista come “Piero Ricci”
Piero Ricci pigliese doc, poeta, pittore e scultore si è fatto strada negli anni partecipando a numerose mostre con opere realizzate con diverse tecniche di pittura (olio su tela, carboncino) e sculture.E’ nato nel 1964 a Piglio (Fr). Autodidatta, opera nell’ambito della corrente metafisica, eclittico che spazia dal surrealismo alla tecnoarte. Ha partecipato a numerose mostre a livello Nazionale ed Internazionale a tal proposito vogliamo ricordare l’appuntamento a Roma in Via Nazionale al CERDA ( Centro Europeo per la ricerca e la diffusione delle arti ), con numerose collettive e rassegne a Firenze (Fiorino d’oro), a Bologna all’Antoniano ecc.. Ha tenuto mostre personali a Noicattaro, Taranto, Tivoli, Frosinone, Salerno, Fiuggi, Campoli Appennino, etc Ha partecipato a molte rassegne, ottenendo premi e riconoscimenti. E’ stato recensito da noti critici, fra cui R. Zigrino, su giornali e pubblicazioni d’arte. Numerosi autorevoli critici hanno parlato di lui, è stato recensito su qualificate pubblicazioni fra cui: Comed, L’Elite, Mercato & Arte, ecc. Una completa documentazione è reperibile presso l’Archivio Storico della Biennale di Venezia, e al Museo dell’Informazione delle Arti Visive di Senigallia. Piero Ricci è anche un bravo poeta. «Le opere pittoriche di Piero Ricci scaturiscono da una ricerca meditata sulla realtà esistenziale contemporanea, indagata con fine introspezione per metterne in luce aspetti e valori contraddizioni e ambiguità. Gli elementi narrativi sono convogliati dall’artista in un contesto espressivo originale…. in atmosfere di metafisica tensione.» (Salvatore Perdicaro). Sempre in disparte vive isolato e non gli piace comparire sulla stampa, noi del Giornale siamo riusciti a raggiungerlo nel proprio studio dove dopo vari tentativi ci ha mostrato le proprie opere e abbiamo cercato alcune informazioni sulla propria vita sconosciuta. Abbiamo riportato alcune righe sopradescritte sulla biografia dell’artista Ricci, il quale ha dedicato una poesia ai lettori del Giornale, dal Titolo “A colei che amo”: << Non sciuperò il tuo seno, Amore mio! Ne ruberò il tuo tempo, o Dea! L’Amore mio vuole essere giusto, grande, unico. Come il tuo sorriso, che si fa dono ai poveri, ai malati, agli ultimi nel mondo>>.
Edoardo Colavecchi