Subiaco

Importanti considerazioni del wwf di Subiaco sul “Parco dei Lucretili”

 


Nel corso della passata legislatura regionale il

Parco dei Lucretili ha finalmente acquisito, così

come altri parchi del Lazio, un numero adeguato

di guardaparco. Della soluzione di questo annoso

problema va certamente dato atto, anche se la

mancanza di fondi per gli straordinari, la

turnazione inadeguata e la farragine legislativa

rendono la presenza dei guardiaparco poco

efficace, con grande gioia dei locali bracconieri,

che, come si può vedere dalle cartucce sul terreno,

se la godono tutto l’ anno.

Il consiglio del parco ha anche effettuato non

pochi interventi, spendendo somme non

trascurabili. Sarebbe però difficile, con tutta la

buona volontà, trovarne uno che possa definirsi

appropriato o ben fatto. Prendiamo per esempio il

cambiamento del “logo”, come si dice oggi, cioè

dello stemma o simbolo del parco, di cui si è

anche parlato nel “Notiziario” (n. 10 del 2004).

“Operazione di rivisitazione, svecchiamento e

rilancio… dell’ immagine dell’ Ente”, si è detto,

“per giungere ad un logo riconoscibile e

memorabile…evocativo ed impattante.” Tuttavia

basta un’ occhiata anche sommaria per capire che

è ben difficile giudicare il nuovo simbolo migliore

del precedente. Rappresenta, come il precedente,

la pianta caratteristica del parco, lo “Styrax

officinalis” ma in forma graficamente assai più

sommaria, e con l’ aggiunta di due “bozzi”

generici che dovrebbero simboleggiare il Gennaro

e il Pellecchia. Oltretutto il logo originale era

risultato vincitore di un concorso pubblico

nazionale a cui avevano partecipato una

quarantina tra i migliori studi grafici, mentre per il

nuovo c’ è stato ben poco concorso…

E poi, scusate, che senso ha rinnovare il simbolo

del parco? Nessuno, che io sappia, ha ritenuto

opportuno cambiare gli stemmi di Tivoli o di

Roma, che sono ben più vecchi. Si tratta di un

fatto simbolico, che rappresenta la permanenza nel

tempo, e cambiarlo tanto per innovare, per di più

peggiorandolo e spendendo una cifra

considerevole, è del tutto privo di senso. Tra l’

altro, bisognerà cambiare tutte le tabelle di

confine. Sembra che attaccheranno una pecetta

sopra per non farle nuove.

Innovazione e investimenti al

Parco dei Lucretili non sempre

portano miglioramenti, anzi…

Tra gli ultimi interventi c’ è stata, la scorsa

primavera, la “valorizzazione” del Prato Favale,

sopra Marcellina, con la costruzione di numerosi

tavoli da picnic di legno e focolari per il

barbecue in muratura. Il Prato Favale è un piano

carsico con cotica erbosa delicata, qualificato

nel piano d’ assetto del Parco come “riserva

orientata di II livello” anche per la presenza

degli ultimi esemplari di tiglio (“Tilia

platyphyllos”) alberi legati a miti e leggende,

ora in forte regressione per la cattiva gestione

forestale. Per questa ragione sono proibiti

“campeggi e picnic”. Ma forse il Parco non

conosce le sue stesse norme… Comunque il

primo Maggio il successo non è mancato: la

gente è affluita numerosa lungo la larga strada

che sale da Marcellina, ed ha approfittato delle

nuove strutture per abbondanti braciolate. La

legna, penso, se la saranno procurata anche

massacrando la vegetazione circostante, tra cui i

famosi tigli… Ma, si sa, il consumo di cibo

produce rifiuti, e nessuno ha pensato a mettere

gli appositi contenitori. Per fortuna non

mancano capienti cespugli. Che sono stati

ancora più necessari una volta risvegliati i

naturali bisogni, perché naturalmente non c’è

traccia di gabinetti. Per avere un’ idea dello stato

in cui era ridotto il Prato Favale, basti dire che

anche settimane dopo i cespugli mantenevano

una ricca decorazione di carta igienica e altra

roba, per non parlare di quanto c’ era sotto…

Così è stato “valorizzato” il Prato Favale, che

una volta era uno splendente piano carsico di un

verde smeraldino. Qualcuno, più

intelligentemente, ha pensato di valorizzare il

proprio giardino staccando tavoli e panche in

legno pregiato e portandoseli a casa.

Continuando così, lo “sviluppo” del Parco dei

Lucretili sembra assicurato….

Il dr Gilberto De Angelis, presidente del

Comitato Promotore del Parco dei Lucretili, che

ha promosso l’ istituzione del Parco, ha inviato

circostanziate lettere alle autorità regionali sia

per la vicenda del logo che per la devastazione

del Prato Favale. Italia Nostra si associa in toto

alla denuncia del dr De Angelis ed auspica che

con la nuova gestione del Parco che inizierà tra

breve proceda con criteri di competenza e cambi

finalmente registro.

 


Edoardo Colavecchi