Il bosco che si trova sotto il parcheggio del Santuario della SS Trinità di Vallepietra, è ridotto ad un vero e proprio immondezzaio
Una delle località più visitate della Valle dell’Aniene dai pellegrini, è senza dubbio il Santuario della SS Trinità, nel comune di Vallepietra, posto nel cuore dei Simbruini all’interno del Parco Regionale omonimo. L’enorme mole di persone che si recano a visitare ogni anno il santuario, ha visto il Comune impegnarsi per realizzare opere come parcheggi, strade, mentre sono in progetto altre realizzazioni anche di dubbio gusto, come un impianto di illuminazione, che però ne incrinerebbe notevolmente l’alone di misticismo che avvolge il santuario.
Purtroppo, però non vengono attuate quelle misure di manutenzione ordinaria, figuriamoci di salvaguardia, per mantenere il sito in condizioni se non ottimali, almeno accettabili, anche in considerazione dell’enorme valore che ricopre non solo per l’aspetto religioso, ma anche per quello naturalistico ed ambientale: infatti, ai piedi del Santuario, si trova una serie di sorgenti importanti, tra cui quelle che alimentano buona parte dell’acquedotto del Simbrivio, che trasporta acqua potabile fino ai Castelli Romani. Infatti, il bosco che si trova sotto il parcheggio del Santuario, è ridotto ad un vero e proprio immondezzaio, dove vengono gettati rifiuti di ogni sorta, da quelli altamente pericolosi, come batterie esauste di camion, a miriadi di lattine, bottiglie di plastica, sacchi di spazzatura, sedie, poltroncine, e tant’altro. Anche ai piedi del Santuario stesso, il cui piazzale è gremito da banchi per la vendita di souvenir, ingenti quantità di rifiuti di qualsiasi natura, come barattoli, calcinacci, secchi, vengono gettati nella scarpatasottostante, proprio quella soprastante le sorgenti a cui abbiamo accennato, con il rischio quindi, di metterne a repentaglio la qualità delle acque.
Ci rammarica molto constatare che il Comune di Vallepietra si mostri tanto disinteressato nella aver cura del suo territorio, che ancora sopravvive proprio grazie al turismo dei pellegrini, e che sostenta notevolmente anche le casse comunali, e quindi si rivela fonte di benefici per l’intera comunità. Il WWF di Subiaco ha inviato una lettera di protesta al Sindaco del Comune di Vallepietra per sollecitare la rimozione dei rifiuti ed affinché in futuro si operi per una salvaguardia migliore del territorio, magari avviando operazioni di pulizia con cadenza mensile, installando più cestini per la raccolta dei rifiuti, sensibilizzando i pellegrini e gli operatori commerciali che lavorano sul Santuario. Abbiamo anche contattato il Commissario del Parco Regionale dei Monti Simbruini, il quale ci ha assicurato una sollecita risposta dell’Ente tesa alla risoluzione del problema.
Nei prossimi giorni, dal 2 al 9 ottobre, Subiaco sarà la sede di un'importantissima manifestazione sportiva internazionale. La finale di coppa del Mondo di orientamento infatti si terrà a Monte LIvata, nel cuore del Parco dei Monti Simbruini.
Grande successo quindi per la sezione di Subiaco che è riuscita ad organizzare una così importante competizione di alto profilo, dando una caratterizzazione internazionale all’evento. Si sono infatti iscritte ben ventisette nazioni di tutto il mondo, dagli USA all’Australia, dalla Svezia al Canada, e quindi sarà interessante assistere nei nostri boschi, alle gare che vedranno impegnati molti atleti di una così eterogenea provenienza. Il tutto all’interno dello splendido scenario delle faggete dei boschi di Monte Livata e Campo dell’Osso, che in questo periodo autunnale, esaltano la loro bellezza con tonalità cromatiche imprevedibili. Una grande lezione viene inoltre da questo sport, e dagli organizzatori dell’evento: dimostrano infatti come sia attuabile realizzare grosseed importanti manifestazioni sportive, di come sia possibile fruire della montagna, senza però realizzare progetti altamente invasivi e distruttivi per l’ambiente montano, come si è tentato di fare negli ultimi tempi, anche illegalmente a Subiaco, col solo risultato di devastare il territorio. Parco Simbruini: al via la finale mondiale di Orientamento Una gara di orienteering (fonte img: http://www.orienteering.org/) Abbiamo infatti la netta sensazione, che chi si è adoperato per realizzare osservatori astronomici, progettare piste da sci, creare nuove lottizzazioni, abbia il solo interesse di intascare profumate parcelle quando si tratta di progettazione, e di beneficiare di finanziamenti pubblici per la loro realizzazione; si spiega solo così l’accanimento per realizzare vere e proprie cattedrali nel deserto come l’osservatorio astronomico di Campominio, o di creare nuove lottizzazioni in aree, come Campaegli, dove un investimento privato di tale natura è altamente antieconomico, in quanto gli immobili già presenti sono in parte abbandonati ed in svendita, se non acquistabili presso le Aste giudiziarie del Tribunale di Roma. Una coppia di Grifoni (Fonte img: www.cfs.it) Finalmente una buona notizia: dopo la morte di un grifone a causa di un avvelenamento dovuto all’aver ingerito una carcassa di un animale morto a causa di qualche boccone avvelenato, il suo compagno, recuperato dagli uomini del Corpo Forestale dello Stato di Camerata Nuova, ed immediatamente inviato ad un centro specializzato per le cure del caso, si è completamente rimesso ed è guarito. La liberazione è avvenuta lo scorso 17 settembre a Camerata Nuova, alla presenza dell’Assessore regionale per le politiche ambientali Bonelli, del Commissario del Parco Regionale dei Monti Simbruini Calò, del suo consulente l’ex consigliere del Parco dei Monti Simbruini, Andrea Franco. Monti Simbruini: liberato dopo le cure grifone intossicatoParchi naturali e aree contigue, lo stato dell'arte nel Lazio Nel corso della più che centenaria storia dei Parchi Naturali si sono nel tempo affermate diverse teorie sulla gestione del complesso delle emergenze ambientali e conservazionistiche delle specie animali e vegetali. Nel panorama mondiale della conservazione l'Italia ha svolto un ruolo peculiare per la caratteristica intrinseca di coevoluzione degli habitat italiani con la presenza dell'uomo. La quasi assenza di foreste primigenie e la presenza in alcuni periodi storici d'insediamenti alpini sino ad oltre 2500 metri di quota hanno prefigurato il divenire di un paesaggio italiano e di un ambiente naturale di tipo "culturale" ovvero in cui l'uomo ha giocato un ruolo da primo attore nelle vicende evolutive. Tali considerazioni si sono materializzate in una vera e propria via italiana alla conservazione che sull'onda delle esperienze del Parco Nazionale d'Abruzzo a partire dal secondo dopoguerra con i primi esempi di "zonazione" ha portato a considerare il parco in diverse zone di tutela partendo dalle zone "A" di riserva Integrale sino alle zone "D" in cui sono inseriti gli insediamenti umani e le zone più densamente antropizzate. Da questa prima schematizzazione ne sono discese altre con la creazione di sottozone che più si confacevano alle esigenze di diversa gestione territoriale. Si è andato perciò nel tempo a definire quello che è chiamato Piano d'Assetto dell'Area Protetta ovvero il vero e proprio patto territoriale che stabilisce tempi e metodi di fruizione dell'area protetta con l'abaco degli interventi ammissibili. Il limite intrinseco di tale approccio è stato però la sindrome della "riserva indiana" con l'assurdità di parchi assediati ai confini magari da interventi che offendevano la sostenibilità ambientale del Parco stesso. Ulteriore passo in avanti è stato perciò la creazione delle cosiddette Aree contigue che nate originariamente per scopi faunistici ovvero per abbassare la pressione venatoria a ridosso dell'area protetta stanno assumendo con alcune ultime interpretazioni urbanistiche la funzione d'aree pre-parco. Se nel caso della caccia la funzione è stata assolta in modo egregio ad esempio permettendola solo ai residenti dei comuni dell'area protetta , abbassando il livello di conflittualità con il mondo venatorio e legando i cacciatori al territorio, l'uso come surrogato dell'area protetta lascia molti lati oscuri. Si tratta in soldoni dell'ennesimo scontro culturale tra conservazionisti della natura più adusi a un approccio olistico e gli urbanisti che categorizzano il territorio per classi di paesaggio e non certo per livelli di naturalità come invece meriterebbe un area protetta. Nel Lazio le aree protette sono istituite, ai sensi della L.R. 29/97 e succ. modifiche, con legge regionale e la loro destinazione urbanistica e paesaggistica prevale su tutti gli altri strumenti regionali. Ciò sì invera però solo al momento dell'approvazione del Piano d'assetto il cui iter può durare anche molti anni. Il legislatore regionale in ossequio alla normativa nazionale L.394/91 - Legge quadro sulle aree protette-che non ammette vacanza legislativa, ha previsto nell'attesa dell'approvazione del Piano del Parco che sulle aree perimetrate con legge regionale scattino le norme di salvaguardia dell'articolo 8 della legge regionale stessa che sostanzialmente "congelano" il territorio compreso nella perimetrazione sino all'approvazione del Piano d'assetto. E' vietata ad esempio la caccia, l'apertura di strade, le trasformazioni territoriali e le grandi opere. Tali divieti sono stati spesso branditi dagli antiparco per giustificare l'opposizione all'istituzione di nuove aree protette.Nel corso dell'ultima consigliaturasi è poi assistito alla mutazione genetica di due strumenti previsti dalla L.R. 29/97 il monumento naturale e l'area contigua. Il monumento naturale strumento antico nato per tutelare singolarità naturalistiche è stato gonfiato a sproposito per creare la categoria di Parco rurale, non previsto dalla normativa nazionale, che, di fatto, è una mezza area protetta in cui però è possibile cacciare. Quest'ossimoro nasce dal fatto che ormai le aree protette fanno gola ai comuni per i finanziamenti UE di cui possono godere nonostante ciò gli amministratori locali si oppongono ai giusti vincoli all'edificazione e all'attività venatoria per motivi elettoralistici. Tra l'altro il monumento naturale, se sotto i 300 ha, (art.6 29/97) è istituito con decreto del Presidente della Giunta regionale, è impugnabile al TAR e non ha piano d'assetto ma solo piano di gestione. Fallita la via del parco rurale di difficile praticabilità il livello politico ha pensato di passare ad usare a sproposito le aree contigue (art. 10 29/97). Come recita la legge, "Qualora occorra intervenire per assicurare la conservazione dei valori di un'area naturale protetta, il Consiglio
regionale, su proposta della Giunta regionale, d'intesa con l'organismo di gestione dell'area naturale protetta e con gli enti locali interessati, stabilisce piani e programmi nonché le eventuali misure di disciplina della pesca, delle attività estrattive e per la tutela dell'ambiente, relativi alle aree contigue all'area naturale protetta interessata, delimitandone i confini d'intesa con l'organismo di gestione dell'area naturale protetta medesima". Come ben definisce la legge le aree contigue non sono parco ma si tratta d'aree esterne le cui regole di gestione sono nebulose e soggette agli umori politici del momento. Memorabile fu, infatti, la richiesta d'abolizione dell'area contigua nel PNALM all'insediamento della giunta Storace come regalo per la lobby venatoria. Diversa tesi è però espressa da altri soggetti che vedono le aree contigue come vitali per la definizione della rete ecologica regionale come strutture di collegamento tra i diversi parchi con livelli differenziati di tutela. Rimane comunque l'idea che l'area contigua sia uno strumento debole e che vada usato all'esterno dei perimetri delle aree protette e non come surrogato di seconda scelta magari come scusa per riperimetrare le aree protette.
SENTIERO DELLA PACE DA ROMA AL SACRO SPECO A SUBIACO (ANSA) - SUBIACO (Roma), 23 SET -E' stato denominato ''Sentiero della Pace'', il progetto della Federazione Italiana Escursionismo Lazio (Fiel) che prevede la realizzazione di un itinerario che colleghi la zona di Tor Tre Teste, a Roma, al Sacro Speco di S.Benedetto a Subiaco. Il sentiero si snoderà in 6 tappe attraverso i Monti Prenestini, Tiburtini, Affilani e Simbruini, per raggiungere i santuari di S.Vittorino e della Mentorella, il monastero benedettino di S.Scolastica a Subiaco, ed il vicino Sacro Speco, il luogo dove Benedetto da Norcia visse tre anni in solitudine, dando poi vita all'Ordine Benedettino ed alla fondazione di 13 monasteri nella Valle dell'Aniene. Il progetto, che nella fase di preparazione ha registrato la partecipazione di giovani provenienti da Spagna, Portogallo, Belgio, Turchia, Russia e Corea, prevede l' installazione lungo il percorso di tabelle segnaletiche con frasi e poesie significative, oltre a soste in località di particolare interesse storico, culturale e ambientale. Il ''Sentiero della Pace'' sarà presentato ufficialmente il 2 ottobre prossimo a Subiaco, quando i primi escursionisti, partiti da Roma il 29 settembre dalla Chiesa Delle Vele a Tor Tre Teste, arriveranno al Sacro Speco benedettino sublacense dopo aver effettuato soste notturne a S.Gregorio da Sassola, al Santuario della Mentorella, sul Monte Guadagnolo, ed a Bellegra.(ANSA).
più convinti sostenitori delle doppiette. Forza Italia (come anche l'UDC) non si è mai sbilanciata ufficialmente verso una parte, ma al suo interno vi sono posizioni favorevoli alla legge (on. De Ghislanzoni, Romele, ecc.) o nettamente contrarie: l'on. Giulio Schmidt, per esempio, si è impegnato in maniera egregia contro questa legge naturicida.
Invitiamo tutti i cittadini a scrivere subito ai Capigruppo della Camera dei Deputati dei Partiti del Centrodestra, chiedendo loro di ritirare definitivamente dall'ordine del giorno dei lavori parlamentari la proposta di legge sulla liberalizzazione selvaggia della caccia. AIUTACI, INVIA UNA MAIL O UN FAX Troverai tutte le istruzioni per attuare le iniziative per contrastare questa legge cliccando all’indirizzo web sottostante: http://www.wwf.it/caccia/ Fonte: www.wwf.it . E' di nuovo in discussione alla Cameradei Deputati una proposta di legge sulla deregulation della caccia: "Modifiche alla legge 157/1992, protezione della fauna selvatica e prelievo venatorio". Serve il tuo aiuto per farla cancellare dall'ordine del giorno. La proposta è nota come "testo Onnis", dal nome del relatore l'on. Francesco Onnis (esponente della Federcaccia), di Alleanza Nazionale. Riunisce 12 diverse proposte presentate dai maggiori partiti: 10 del centrodestra (dei deputati Stefani, Massidda, Bono, Onnis, Benedetti Valentini, Serena, Pezzella, Tucci e Cirielli) e 2 del centrosinistra (deputati Bellillo, Sgobio, Ruggirei e Meduri). La Commissione Agricoltura della Camera, presieduta in maniera sfacciatamente filovenatoria dall'on. Giacomo De Ghislanzoni Cardoli (Forza Italia), ha dedicato l'intero mese di febbraio ad un esame a tappe forzate per riunire in un testo unico queste proposte di legge che prevedevano sconti di pena ai più vergognosi reati di bracconaggio, e una forte deregulation della caccia (caccia in orari serali, aumento delle specie cacciabili con aggiunta di specie rare, massiccio impiego di uccelli da richiamo usati come "esche vive", allungamento di due mesi della stagione venatoria). Già allora avevamo chiesto la collaborazione dei visitatori di wwf.it, raccogliendo più di 40.248 firme online… che non erano passate inosservate: Casini si era lamentato pubblicamente della mole di mail che gli giungevano sul tema! COSA POSSIAMO FARE. INSIEME IL WWF vuole scongiurare questo gravissimo pericolo per la fauna italiana ed europea: l'Italia, per la sua posizione geografica e per la sua forma di "ponte" nel mediterraneo, è periodicamente attraversata da grossi contingenti migratori di uccelli selvatici che, per raggiungere i luoghi di nidificazione del nord e del centro Europa, sono costretti a subire le fucilate dei cacciatori italiani. In Parlamento, anche grazie alle lunge e costanti battaglie del WWF, ormai sono pochissimi i deputati che hanno il coraggio di sostenere apertamente questa ignobile proposta di legge; sostanzialmente tutto il Centrosinistra si è apertamente schierato contro la legge (a parte un manipolo di deputati dei Comunisti Italiani e della Margherita che "a titolo personale" difendono la lobby del massacro) con una battaglia senza sosta, in particolare, dell'on. Zanella (Verdi).LEGGE SU CACCIA SELVAGGIA IN DISCUSSIONE ALLA CAMERA:
via libera agli spari con arma da fuoco dalle automobili e dai motoscafi e depenalizzazione della caccia nei parchi naturalio futuro